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Cow-t 11 – Settima Settimana – M5
Prompt: 002 Gullibility
Fandom: Bungou Stray Dogs
Rating: SAFE (omegaverse)
Numero Parole: 2311
Note: è una student AU Omegaverse. È una storia molto scema e parecchio nonesense, per riassumere abbiamo un Dazai molto omega e molto ingenuo (abbastanza OOC) XD
 
 
 
Dazai Osamu era un normale studente di sedici anni. La sua vita non era particolarmente eccezionale e le sue giornate trascorrevano tutte uguali in quella bolla di quotidianità che è solita contraddistinguere i primi anni della vita di ognuno di noi. 
 
Dazai però non era un ragazzo come tanti, era un’omega. 
 
Da quando il suo genere secondario si era palesato, la sua vita aveva iniziato ad essere leggermente più complicata. La società non era più divisa in caste come accadeva in passato, però essere omega poteva rivelarsi una sfida. Soprattutto se, come Dazai, si era finiti con l’innamorarsi del proprio professore di letteratura nonché supplente di educazione fisica.
 
Oda Sakunosuke era un alpha ed era assolutamente perfetto. Non c’erano altri aggettivi per descrivere quell’uomo. Per Dazai si era trattato di un vero e proprio colpo di fulmine. Oda era eccezionale, non solo come insegnate, era calmo, paziente, comprensivo; ma anche come persona.
 
Prima di incontrare Oda, Dazai era uno scapestrato. Era un giovane ribelle che si divertiva a creare casini con la sua piccola combriccola di amici. Oppure, era solito fare a pugni nel cortile della scuola con il suo rivale di sempre, Nakahara Chuuya. Le loro liti erano finite con il diventare leggendarie tra gli studenti. Quando quei due si incrociavano per sbaglio nei corridoi volavano sempre insulti, libri ed imprecazioni. Li avevano soprannominati Soukoku e solo il pronunciare quel nome metteva uno strano senso di soggezione.
 
Per uno strano scherzo del destino, anche Chuuya si era rivelato essere un omega. Nel suo caso era piuttosto ovvio fin dal principio, il rosso possedeva tutte le caratteristiche che potevano lasciar intuire quale fosse il suo genere secondario. Era minuto, dai tratti femminei e possedeva poca forza fisica che aveva sempre cercato di compensare attraverso esercizi ed allenamenti mirati. 
 
Nessuno si sarebbe mai aspettato che anche Dazai fosse un omega.
 
Il ragazzo era convinto di essere un normale beta come il suo amico Ango. Quella notizia fu uno shock e gli provocò non pochi problemi anche con il suo, “non ufficiale” fidanzato.
 
Ci aveva letteralmente messo mesi, per convincere Odasaku ad uscire con lui. Aveva sfruttato ogni capacità di persuasione in suo possesso per dimostrargli di non essere un ragazzino e che quello che provava nei suoi confronti fosse un qualcosa di serio. La notizia del suo secondo genere però aveva nuovamente messo tutto in discussione. Ribaltato le carte in tavola.
 
Per un paio di settimane, Oda aveva arbitrariamente deciso, che sarebbe stato meglio per tutti se loro avessero smesso di frequentarsi. Non sapeva nemmeno lui cosa gli fosse passato per la mente quando avevano iniziato quella sorta di relazione. Dazai era un suo studente, ma soprattutto era un omega mentre lui era un Alpha. Non poteva commettere errori, non solo per se stesso, ma non avrebbe mai messo volutamente Dazai in una qualche situazione compromettente. Era un ragazzo brillante, avrebbe fatto grandi cose, nonostante la verità sulla sua seconda natura. Dazai aveva il mondo nelle sue mani doveva solo afferrarlo.
 
In quel momento però il giovane omega, era rimasto ad osservare Odasaku mentre camminava lungo i corridoi, sempre circondato dai colleghi o da stuoli di ragazze adoranti. Oda era molto popolare, non ci poteva fare nulla. Era bellissimo. Dazai però non aveva affatto accettato questa “pausa” nella loro relazione. Non ne vedeva il senso. Quella sera avrebbe affrontato Odasaku di petto. Aveva già in mente un piano, non poteva fallire. Era intenzionato a fare il possibile per stare insieme a lui.
 
Chuuya non mancava mai di prenderlo in giro;
 
“Il tuo professore ha molto più sale in zucca di te. Lui è un alpha e tu sei un omega. Te l’hanno mai raccontata la storia delle api e dei fiori? Per non parlare del fatto che lui sia un nostro insegnante. Per essere uno così intelligente a volte ti comporti proprio come un completo idiota. Ehi mi stai ascoltando? Dazai?!”
 
Come sempre le parole di Chuuya avevano il magico potere di farlo riflettere. Anche se non gli avrebbe mai dato la soddisfazione di ammettere che aveva ragione.
 
Dazai sapeva benissimo cosa significava essere omega, solo che non voleva che questa sua caratteristica potesse in qualche modo minare il suo rapporto con Oda. Sapevano entrambi che quella loro relazione non sarebbe stata facile ma, come il ragazzo aveva fatto notare più volte, Odasaku non sarebbe per sempre rimasto il suo professore. Ancora pochi mesi e Dazai si sarebbe diplomato, sarebbe andato all’università con una borsa di studio vinta grazie ai suoi eccellenti risultati scolastici. Avevano entrambi una vita davanti, un’esistenza che non si riduceva a quella tra quelle quattro mura scolastiche. Dovevano solo resistere ancora per qualche mese poi sarebbero stati finalmente liberi.
 
“Ti hanno almeno spiegato come usare gli inibitori? E i soppressori?”
 
Chuuya parlava, ma Dazai non lo ascoltava. Aveva visto distrattamente Odasaku recarsi verso la palestra. Lo avrebbe raggiunto ed affrontato una volta per tutte. Non poteva scaricarlo in quel modo. Non lo avrebbe mai accettato.
 
Una volta là, non c’era alcuna nessuna traccia del professore di letteratura, in compenso Dazai si imbatté in un’altra figura decisamente meno amichevole o piacevole alla vista. Kunikida, il suo insegnante di matematica era a qualche metro da lui e lo guardava con il solito sguardo truce. Poteva già prevedere qualche rimprovero.
 
“Cosa ci fai tu qui?” che infatti non tardò ad arrivare. L’omega alzò le spalle con noncuranza, sorridendo ingenuamente.
 
“Stavo cercando il professor Oda” Kunikida storse il naso sistemandosi meglio gli occhiali sul viso. Era ovvio che non gli stava credendo.
 
“Si dà il caso che lo stia cercando anche io. Deve riconsegnare un importate registro e manca la sua firma, ma cosa diavolo è questo odore?”
 
Dazai provò per un istante un brivido di terrore. Era lui. Era il suo odore quello che l’insegnante aveva sentito. Stava andando in calore. Quella era la seconda volta che gli accadeva, non era possibile, era troppo presto, era..
 
Le parole di Chuuya tornarono a rimbalzargli in testa. Non aveva preso nessun medicinale, tra gli esami che si avvicinavano e la situazione non ancora del tutto in chiaro con Odasaku la sua mente si era concentrata su altro. Tanto che aveva scordato gli inibitori. Ormai era tardi, stava andando in calore, ma non solo, in quel preciso istante era ancora dentro le mura scolastiche. Scosse la testa. No, si trovava in palestra con Kunikida-san. Cavolo. Realizzò in quel momento che il professore fosse un alpha. Infatti l’uomo che ora se ne stava a qualche metro da lui lo fissava con occhi colmi di desiderio. Il suo istinto stava prevalendo sulla ragione nonostante stesse combattendo per resistervi con tutte le sue forze. Fissò l’omega impaurito davanti a sé,
 
“Fuggi”
 
Dazai però era paralizzato, incapace di fare qualsiasi cosa. Non aveva mai provato nulla di simile, il suo primo calore lo aveva passato al sicuro nella sua stanza, con i medicinali che gli avevano fornito un seppur debole senso di sollievo. Ora invece si trovava totalmente in balia del priprio corpo. Le gambe si erano fatte improvvisamente molli, non riusciva quasi a reggersi in piedi. Inoltre lo sguardo di Kunikida aveva solo contribuito a far inspiegabilmente accelerare i battiti del suo cuore. Era la fine. 
 
Non poteva scappare. Lo sapeva.
 
L’ultimo suo pensiero razionale fu diretto a Odasaku. 
 
Poi Dazai chiuse gli occhi.
 
***
 
Kunikida non sapeva come fosse potuto accadere. Aveva perso il controllo, completamente. Con uno studente per giunta. Ogni volta che chiudeva gli occhi rivedeva Dazai terrorizzato sotto di sé mentre lo possedeva ancora e ancora. Non gli era mai capitato qualcosa di simile prima. Lui era un uomo calmo, pacato e soprattutto dallo stoico autocontrollo. Il moro era solito fargli perdere la pazienza mentre facevano lezione ma di lì a perdere completamente il senno, ne passava. Ci sarebbero state delle conseguenze per quella sua mancanza di autocontrollo, lo sapeva. Se lo aspettava.
 
Per tutto il resto della settimana il ragazzo non venne a lezione. Nessuno ne sapeva nulla. 
 
Oda non doveva esserne al corrente o altrimenti Kunikida se ne sarebbe accorto. Era venuto a conoscenza di quella tresca per caso ma non ne aveva fatto parola con nessuno. Per prima cosa, non erano fatti suoi, in secondo luogo reputava Oda troppo intelligente per arrivare a farsi uno studente. Preferì evitare di pensare ad altro, come anche al fatto che l’odore di Dazai e i suoi gemiti affollavano ancora i suoi pensieri.
 
Il moro non si presentò a scuola nemmeno la settimana successiva.
 
Al termine della terza di assenza Odasaku si decise e andò da lui. L’uomo era convinto si trattasse di un piano architettato dal ragazzo, una sorta di punizione nei suoi confronti. Non poteva minimamente immaginare quanto era successo.
 
Quando Dazai venne ad aprire la porta stentò quasi a riconoscerlo. Era in pigiama, più pallido ed emaciato del solito, inoltre aveva gli occhi rossi, doveva aver da poco smesso di piangere. Non ebbe tempo di dire o fare nulla che il ragazzo si gettò letteralmente tra le sue braccia;
 
“Odasaku mi dispiace, perdonami è tutta colpa mia non volevo” non riusciva a capire che diavolo stesse succedendo, perché ora si stava scusando?
 
“Dazai” cercò di calmarlo passandogli una mano dolcemente tra i capelli, quel tocco leggero parve funzionare.
 
“Allora, mi vuoi dire che sta succedendo? Perché hai smesso di venire a scuola? Spero non per colpa mia”
 
Dazai si fece serio di colpo, prima di pulirsi il viso con la manica del pigiama.
 
“Forse è meglio se ti faccio accomodare. Questo non è decisamente il posto adatto per parlarne” Oda assunse un’espressione abbastanza confusa ma lo seguì fin dentro casa. 
 
Era la prima volta che Dazai lo faceva entrare nel suo appartamento. La loro relazione era ancora agli inizi in fondo, più di qualche bacio non era successo nulla di troppo spinto, inoltre dopo la scoperta della natura omega di Dazai era come se fossero tornati, in un certo senso, al punto di partenza.
 
Dazai gli indicò un divano sul quale accomodarsi e Odasaku fece come detto. Restò in silenzio, in attesa che il moro iniziasse a parlare;
 
“Ecco, circa tre settimane fa ero arrabbiato con te. Lo sono ancora credimi ma non è questo il punto. Dicevo, ero furioso. Ti ho visto mentre ti dirigevi verso la palestra dopo le lezioni così di ho seguito. Sono andato in calore Odasaku. È successo tutto all’improvviso” scoppiò a piangere. Oda gli fu subito accanto per sostenerlo.
 
“Va tutto bene Dazai. Eri in palestra non ti ha visto nessuno” fece una pausa, cercando di incontrare lo sguardo dell’altro, “perché non ti ha visto nessuno vero?” Dazai non smise per un secondo di singhiozzare ancora stretto tra le forti braccia dell’alpha.
 
“Il professor Kunikida” Odasaku sbatté per qualche secondo le palpebre confuso, non capendo dove il discorso stesse andando a parare;
 
“Ti stava cercando anche lui” spiegò, dopo qualche istante, Dazai.
 
“Kunikida-san è un alpha come te” aggiunse poi tornando a nascondersi contro il suo petto. Oda per un attimo sperò di aver capito male.
 
“Cosa ti ha fatto Dazai?” bastò un’occhiata colpevole del più giovane, per fugare in lui ogni dubbio.
 
“Mi dispiace, non volevo, non volevo. Avrei davvero desiderato che la mia prima volta fosse con te” Dazai non capiva nulla era totalmente in crisi. Oda invece era furioso, avrebbe parlato personalmente con Kunikida e lo avrebbe fatto licenziare. Approfittarsi così di uno studente, di un omega. Ci pensò per qualche secondo, un pensiero gli attraversò la mente.
 
“Dazai vieni” disse prendendolo per un braccio. Il ragazzo lo fissò per qualche secondo confuso e spaesato.
 
“Dove vuoi portarmi?”
 
“In ospedale. Su vestiti”
 
***
 
Sperava davvero di sbagliarsi, Oda, ci aveva sperato davvero tanto, con ogni fibra del suo corpo, ma una volta che ricevettero i risultati delle analisi del sangue di Dazai non vi fu il minimo dubbio.
 
L’omega era gravido.
 
Dazai pianse tutte le sue lacrime quel pomeriggio. Era stato un ingenuo. Non aveva nessuna scusante, come aveva potuto dimenticarsi una cosa fondamentale come prendere i suoi inibitori? Se Chuuya fosse stato presente gli avrebbe dato dell’idiota e ne avrebbe avuto tutte le ragioni.
 
A diciassette anni Dazai si trovava incinto del suo professore. Ma non di quello che avrebbe desiderato. Non dell’uomo che aveva sempre amato.
 
Quella piccola disattenzione gli sarebbe costata per tutta la vita ma non solo, ora aveva dentro di sé un altro essere di cui avrebbe dovuto occuparsi. Come avrebbe potuto farlo? Lui che a quanto pareva non riusciva nemmeno a badare a se stesso?
 
Odasaku lo raggiunse lentamente, avvicinandosi al letto nel quale era seduto. Gli donò una leggera carezza sul volto.
 
“Qualsiasi cosa succeda Dazai, io sarò con te. Sarò dalla tua parte e dalla sua” il moro non credeva alle proprie orecchie.
 
“Non farlo. Non buttare tutto per me Odasaku. Non te lo posso permettere”
 
“Tutta questa situazione è solo colpa mia Dazai. Se non fossi scappato da te, tu non ti saresti mai cacciato in tutto questo” l’altro si mise nuovamente a piangere.
 
“Sono stato un ingenuo. Ero così preso da te che non pensavo ad altro. Non ho fatto attenzione, non ho monitorato il mio calore. Me la sono andata a cercare. Non devi pagare per i miei errori”
 
Oda lo tirò più vicino a sé prima di prendergli il viso tra le mani e baciarlo con passione.
 
“Sei il mio omega. Nessuno dovrà mai più toccarti. Non lo permetterò”
 
“Ma il bambino”
 
“Lo crescerò come se fosse mio. Terminerai gli studi e ci sposeremo. Andrà tutto bene Dazai” e l’omega volle credergli.
 
Avrebbe pagato per tutta la vita quel gesto, per quella sua mancanza. Si rese conto di essere davvero fortunato ad aver trovato un alpha come Oda. 
 
“Ancora una cosa Odasaku” l’uomo si fece più attento,
 
“Dimmi”
 
“Ora farai finalmente l’amore con me?”

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