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Cow-t 12 – Sesta settimana – M3

Prompt: 009. Voglio saperlo. Immediatamente

Fandom: Bungo Stray Dogs

Rating: SAFE 

Numero Parole: 1001

 

 

 

Il futuro non è qualcosa di certo, immutabile o scritto sulla pietra. Al contrario del passato è in continuo mutamento. A volte basta un gesto, anche di poco conto per influenzarne il corso.

Nel loro caso era stata una decisione di Paul a cambiare le carte in tavola. Era successo tutto quando la bionda spia francese si era rifiutata stoicamente di consegnare il giovane Chuuya al governo. Voleva proteggerlo da un destino simile al suo. Voleva solo che il fratellino potesse vivere una vita migliore. Non avrebbe mai pensato di combattere contro Arthur, contro l’unico essere al mondo che avesse visto in lui una qualche umanità.  

Verlaine aveva capito di amarlo quando ormai era troppo tardi, quando l’aveva perso per sempre.

Era rimasto per anni in attesa di una tempesta che non si era mai scatenata. Si era volutamente estraniato dal resto del mondo, chiuso nel suo dolore, nel ricordo di ciò che aveva perso e che non sarebbe più tornato.

Fino a quando Dazai non aveva fatto la propria mossa.

Verlaine aveva sentito delle voci, gli era giunta qualche anno prima la notizia che quel inquietante e spaventosamente intelligente ragazzino avesse abbandonato la Port Mafia. All’inizio non gli aveva dato peso, gli era sembrata una cosa impossibile. Dazai era nato per appartenere a quell’oscurità. Era diverso da Chuuya, lo aveva capito dal primo momento in cui si erano incontrati. Dazai poteva brillare solo in un ambiente del genere, per certi versi era simile a lui, un assassino provo di emozioni e sentimenti.

Aveva riconosciuto subito il suono dei suoi passi, non avrebbe mai potuto dimenticarli, d’altronde la sconfitta subita a causa sua tornava spesso ad infestare i suoi pensieri. Ai tempi Dazai era stato un valido avversario. Oltre che un ottimo partner per Chuuya, doveva riconoscerlo.

“A cosa dobbiamo la tua presenza traditore?”

Dazai aveva sorriso come suo solito, mostrando un’espressione divertita ma non ironica.

Limitandosi ad estrarre dalla tasca del cappotto quella che sembrava essere una pagina di un libro.

“Chuuya è morto” esordi senza una particolare inflessione nel tono di voce, come se stessero chiacchierando del clima.

“Come è potuto succedere? Voglio saperlo. Immediatamente” Dazai lo ignorò

“Voleva che l’avessi tu insieme  a questo; ovviamente” e gli pose il cappello che un tempo era stato suo.

Verlaine ci mise qualche secondo a metabolizzare quelle informazioni.

“Che è successo? Arahabaki? Non lo hai fermato in tempo?!” Era adirato, aveva iniziato ad alzare il tono di voce, ma era per colpa del menefreghismo con cui Dazai gli aveva riferito quella notizia. Sapeva che tra quei due non scorreva buon sangue ma c’era un limite a tutto, come poteva essere cosi cinico. Restò per qualche secondo a fissare il ragazzo che gli stava ancora porgendo quella che si era rivelata essere l’eredità del rosso.

“Purtroppo la morte di Chuuya non è avvenuta per causa mia. È caduto in una trappola, come anche altri membri della Port Mafia e dell’Agenzia. Quando sono giunto sul posto era ormai troppo tardi”

“Tu arrivi sempre tardi” era una frecciatina non troppo velata che tuttavia ebbe l’effetto sperato, il viso di Dazai mutò espressione e si contrasse in una smorfia. Non gli era piaciuto affatto il riferimento ad Odasaku, anche se era ovvio che Verlaine fosse a conoscenza dell’intera vicenda del caso Mimic. Anche in trappola un serpente rimane pericoloso. Verlaine era il numero uno degli assassini e aveva incredibili doti di intelligence derivati dai suoi anni al fianco di Rimbaud, non doveva affatto stupirsi. Sarebbe rimasto deluso del contrario.

“Bene ti ho consegnato tutto direi che il mio compito qui è terminato. Vorrei poterti dire che è stato un piacere rivederti ma mentirei” Il biondo sorrise;

“Vorrei proprio sapere il reale motivo di questa tua visita. Non è solo per rispettare le ultime volontà di Chuuya, non ti è mai importato nulla di lui”

“Sei crudele. Ti darò un consiglio, non parlare di cose che non conosci. Non ho nessun piano in mente sto solo facendo del mio meglio per diventare un essere umano migliore” e detto questo si incamminò verso l’uscita.

“Cosa ci dovrei fare con questa pagina bianca?!” Provò a chiedere ma ormai l’ex mafioso non poteva più sentirlo.

Rimase per qualche minuto ad osservare quel cappello che un tempo era stato suo. Era un regalo di Rimbaud, dentro c’era ancora scritto il suo nome su un’etichetta sgualcita. Ricordava il giorno in cui glielo aveva donato, come se fosse accaduto l’altro ieri. Poi tornò a concentrarsi sul foglio bianco. Non aveva senso perché Chuuya avrebbe dovuto lasciargli una cosa simile? Cosa nascondeva?

Fu durante il sonno che gli venne un’illuminazione. Era stato Arthur ad avergliene parlano tanti anni prima. Un Libro che si dicesse fosse nascosto proprio in Giappone. Un Libro con un potere unico, desiderato da molti. Ogni cosa scritta tra le sue pagine aveva la possibilità di avverarsi riscrivendo la realtà. Si chiese se quella fosse davvero una pagina del Libro, ma allora perché Dazai gli avrebbe donato qualcosa di tanto prezioso? Sempre che non facesse parte di qualche piano.

“Se potessi avere tra le mani la possibilità di cambiare il passato cosa faresti?”

Era stato lui a domandarlo ad Arthur quando avevano parlato per la prima volta del Libro. Il moro aveva sorriso e si era chinato a depositargli un lieve bacio sulla fronte. Se chiudeva gli occhi Verlaine poteva ancora avvertire sulla sua pelle quel calore che solo la presenza del compagno era in grado di dargli.

“Ho già tutto quello che posso desiderare. Ho te”

Sapeva cosa voleva e ora aveva i mezzi necessari per ottenerlo, prese dalla sua scrivania una penna e iniziò a scrivere. Non gli importava di nulla, anche se si fosse trattato di un piano architettato da quel subdolo di Dazai era un’opportunità che non aveva intenzione di sprecare.

“Paul Verlaine e Arthur Rimbaud non si sono mai occupati del progetto Arahabaki”

Dazai poco distante sorrise. Il suo piano aveva funzionato. Verlaine era ancora troppo prevedibile. 

 

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